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Cocconato è Bello e Buono: la rinascita di un borgo nel Monferrato

Alla scoperta del Monferrato Astigiano, oggi ci spostiamo in quella che viene definita la Riviera del Monferrato, Cocconato. Un incantevole paese entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, gode di un’ottima posizione strategica, tra Asti e Torino, immerso in un paesaggio ricco di vigneti, boschi e frutteti.

Ma perché Cocconato viene definita la Riviera del Monferrato? Pare che questa denominazione arrivi addirittura dall’800, trovata in un libro scritto dall’allora sindaco Eugenio Rocca proprio su Cocconato:

“…per la sua elevata e felice giacitura, riparato dai venti settentrionali ed al disopra del livello delle nebbie e della brina, ove il caldo ed il freddo non sono mai eccessivi, il clima è forse il più mite di tutti i paesi del circondario, tant’è che le piante di olive che vi sono in questo territorio maturano i loro frutti. Quindi questa località, pel suo clima potrebbe diventare una vantaggiosa stazione climatica…”

Consorzio di cocconato – microclima

Il microclima particolarmente mite di cui gode questo territorio favorisce infatti la crescita di piante tipiche delle località marittime, come ulivi, palme e mimose.

Colline del Monferrato astigiano

La rinascita di un borgo con Cocconato Bell’e Buono

Come succede in tanti piccoli paesi, anche Cocconato vive un periodo di crisi e di spopolamento. Le botteghe chiudono, i locali rimangono vuoti e polverosi, i giovani se ne vanno. Finché l’imprenditore torinese Alberto Marchetti torna a visitare il paese dove ha vissuto la sua infanzia. Decide di investire per il rilancio di quel luogo un tempo così vivo, con il sostegno di amici e imprenditori: nasce la Combriccola Marchetti, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare luoghi, prodotti tipici e persone.

Nasce il progetto Cocconato Bell’e Buono e l’idea del Villaggio Diffuso, riportando in vita botteghe, strutture ricettive, produttori locali e recuperando l’autenticità del borgo. Un circuito composto da una salumeria, una pizzeria con forno a legna e dehors sulla piazza, un’osteria e gastronomia, con piatti tipici dove gustare la tipica merenda sinoira piemontese. Un pastificio con vetrina per vedere la lavorazione della pasta fresca, una gelateria e una ciclo officina per il noleggio bici e per scoprire il territorio su due ruote.

La gelateria non poteva che essere quella di Alberto Marchetti, lui che il gelato ce l’ha nel DNA: 40 anni fa lo zio, a pochi metri dalla gelateria di oggi, nella stessa via Alfieri, aveva inaugurato la Coccogel, portando per la prima volta il gelato in questo splendido borgo.

Il gelato di Alberto Marchetti è composto di pochi e semplici ingredienti, ma di qualità. Così come Zabà, lo zabaione nel vasetto: le uova fresche, da galline allevate a
terra, lo zucchero italiano al 100%, mentre la ricetta è quella di Langa, con il marsala.

Ma il progetto Cocconato Bell’e Buono prevede ospitalità sia per turisti che per… artisti! Le botteghe ormai vuote del borgo sono diventate la residenza di artisti del territorio che cercano un luogo dove poter produrre e vendere la loro arte. Come il Laboratorio di ceramica Unomi di Cristina Boselli, o lo Studio di illustrazione di Francesca Zanotto, e la casa-bottega della poetessa (su commissione) Tamara Bocchi.

Prodotto di punta: la Robiola di Cocconato del Caseificio Balzi

Nel conoscere Cocconato, non si può non provare uno dei prodotti simbolo di questo territorio, la Robiola Cocconà. Formaggio a pasta molle prodotto con latte vaccino intero, fermenti lattici, caglio e sale, ha una tradizionale forma bassa e rotonda. La robiola a Cocconato rappresenta la tradizione e, per valorizzarlo come prodotto d’eccellenza, ha ottenuto il riconoscimento P.A.T. della Regione Piemonte. La più famosa, anzi l’unica, la Robiola del Caseificio Balzi, storico produttore di robiola e altri prodotti caseari sul territorio.

La robiola di Cocconato ha un gusto delicato, perciò si può gustare in purezza, accompagnata dalla classica biovetta o dalla grissia monferrina. Si può condire con un filo d’olio evo, o con olio di noci o di nocciole per un tocco di sapore in più. Si può servire con un’insalata di rucola e pomodorini colorati, oppure si può azzardare creandone una salsa leggera per un risotto, una pasta o gli gnocchi.

Robiola di Cocconato, la Riviera del Monferrato, e gli gnocchi viola

Gnocchi viola con robiola di Cocconato ed erbe aromatiche

Gli gnocchi viola sono quel primo piatto che ogni tanto mi piace portare sul mio sito. Già in passato ho proposto diverse ricette con questo ingrediente preparato in casa, utilizzando semplicemente patate viola, farina, un uovo e il sale.

Quando ho acquistato la robiola di Cocconato ho pensato che sarebbe stato l’ideale provare a utilizzarla facendo un primo piatto che creasse contrasto e al tempo stesso esaltasse il sapore dolce degli gnocchi viola, con quello delicato e leggermente acidulo della Robiola Cocconà.

Per un tocco di freschezza ho aggiunto alla salsa qualche erba aromatica: mentuccia e maggiorana.

Gnocchi viola con robiola di Cocconato e erbe aromatiche
Gnocchi di patate viola conditi con robiola di cocconato

Gnocchi viola con robiola di Cocconato

Gnocchi preparati con patate viola e conditi con una salsa alla tipica robiola di Cocconato, arricchita con erbe aromatiche
Portata Primo piatto
Cucina Italiana
Keyword gnocchi, gnocchi viola, robiola
Servings 4 persone
Author Francesca Guglielmero

Ingredienti

  • 1 kg patate viola
  • 250-300 g farina
  • 1 uovo
  • q.b. sale fino
  • 200 g robiola di Cocconato
  • 50 g burro
  • 1 pizzico di sale
  • qualche erba aromatica tritata
  • q.b. pepe

Istruzioni

  • Lavate le patate viola e lessatele con la buccia in acqua salata. Verificate la cottura con i rebbi della forchetta: se entrano con facilità le patate sono cotte. Scolate le patate viola e pelatele ancora calde. Passatele quindi allo schiacciapatate. Versate le patate passate sulla spianatoia, aggiungete un po’ alla volta la farina, poi l’uovo intero. Quando l’impasto è pronto, staccate dei pezzetti d’impasto e formate dei salamini, possibilmente dello stesso spessore. Tagliate a pezzettini e passate ogni singolo gnocco sul riga-gnocchi o i rebbi della forchetta. Altrimenti potete anche lasciare gli gnocchi lisci.
  • Preparate il condimento sciogliendo la robiola a bagnomaria con il burro. Aggiungete anche le erbe aromatiche tritate, un pizzico di sale e di pepe. Mescolate evitando che si formino grumi.
  • Cuocete gli gnocchi viola in acqua salata. Scolateli non appena verranno a galla. Conditeli al piatto con la salsa alla robiola di Cocconato e servite.
Gnocchi di patate viola conditi con robiola di Cocconato
Gnocchi di patate viola conditi con robiola di cocconato

Vi invito a scoprire le bellezze e le specialità di Cocconato, a seguire la pagina di Cocconato Bell’e Buono sui social per non perdervi eventi ed iniziative che arricchiscono il borgo e portano alla rinascita di un territorio che merita davvero molto.

E come sempre vi invito a seguire anche me per non perdervi consigli di luoghi da visitare, cibi da scoprire e piatti da provare ⬇️

Francesca Guglielmero

Francesca Guglielmero

Nata nel 1992 ad Alessandria, laureata triennale in Comunicazione e magistrale in Informazione ed Editoria a Genova. Scrivo di cucina tipica del territorio, soprattutto piemontese e ligure. Mi occupo di scrittura per il web, creazione di contenuti SEO friendly e fotografia di cibo e still life.

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