Riflessione di una food-blogger accanita

Oggi, nella società dell’immagine in cui ci troviamo, ciò che più sembra contare è l’aspetto esteriore. Più un oggetto è piacevole alla vista, più ne siamo attratti, interessati. Solo attraverso un’analisi più approfondita possiamo poi cambiare idea durante il nostro percorso, fino a giungere ad una soluzione: o si conferma il nostro interesse, o ci porta a scartarlo.

Questo può valere per le persone come per gli oggetti. Oppure, nel nostro caso, per il cibo.

Diciamocelo, ormai siamo davvero tanti, tantissimi foodblogger che quasi quotidianamente condividiamo con il mondo le nostre creazioni, che rispetto al passato non si riducono più solo alla preparazione di un piatto con ricette, piccole modifiche, tradizioni di famiglia, ecc.
Ora ciò che pare essere addirittura quasi più importante nella preparazione, è l’impiattamento e quindi la presentazione del nostro piatto.

E’ così ecco che dilaga nelle case il panico da “Devo trovare la luce giusta per ricreare un set fotografico il più naturale possibile” e corri a prendere il cavalletto, posizionalo, alzalo, abbassalo, spostalo, trova la giusta inquadratura, ah no, aspetta, c’è una sbavatura sul piatto! Puliscilo, poi non ti convince lo sfondo, lo metto bianco? Prendo un telo. No, meglio che sia il più naturale possibile, ci metto un bel mazzo di fiori. No, non c’entra nulla col piatto. Ci posso mettere il macinapepe in legno, che fa più chic, qualche mandorla? Si anche quelle ci stanno, sparse qua e la intorno al piatto. Oh, no sta andando via il sole! Prendiamo una lampada e posizioniamola dietro, se no si vede non sta bene, fa troppa luce, rovina tutto. Poi provi uno scatto, due, tre, quattro, effetto macro, cambio inquadratura, dall’alto (in questo caso è sempre opportuno salire su di una sedia) di lato.. e si finisce stremati, finalmente davanti al vostro piatto per potervelo gustare non solo più con gli occhi. Peccato che ormai il piatto si sia raffreddato, perdendo la sua perfezione e bontà, che sicuramente c’era, ma eravamo troppo impegnati a cambiare lo sfondo per la fotografia, i fiori non andavano bene, il macinapepe era meglio…..

Ma intanto, per quanto poi le fotografie siano venute bene, nonostante un ulteriore lavoro di post-produzione, non ci sembreranno mai all’altezza rispetto ad altri e più famosi colleghi.

Immagine

 

Certo, io ora sto ironizzando su questa nostra vita frenetica tra piatti e fotografie, però per quanto l’immagine possa avere la sua parte, un conto sarà fotografare un piatto di riso precotto o noodles istantanei con inquadrature spettacolari ed effetti di instagram da urlo, ma quel che più vale rimarrà il gusto, il sapore e il profumo, caratteristiche che mai alcuna fotografia perfetta potrà eguagliare.

Insomma, queste sono le mie riflessioni dopo che, all’ennesimo piatto mangiato freddo per riuscire a fare una foto perfetta, ho pensato che a volte conviene perdere un po’ meno tempo all’impiattamento e al set fotografico, e godersi un po’ di più i sapori che abbiamo creato grazie alla nostra attenta preparazione.
(Per non parlare della cucina completamente in disordine, da dover mettere a posto :D)


Nella foto:

Questi sono semplici Tortelli Rana al burro e salvia, decorati con delle foglioline della salvia del mio orto.

Ingredienti:

  • 1 confezione di tortelli ricotta e spinaci Rana
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 noce di burro
  • qualche foglia di salvia
  • sale
  • pepe
  • olio
  • parmigiano grattugiato

Metto a cuocere i tortelli in abbondante acqua salata per circa 5 minuti. Nel frattempo, in un pentolino faccio rosolare l’aglio in un goccio d’olio e una noce di burro, poi aggiungo la salvia lavata e asciugata. Spengo il fuoco. Scolo i tortelli e li servo con questa salsa di burro e salvia (senza aglio), spolvero con il pepe nero e parmigiano grattugiato. Decoro con qualche fogliolina di salvia a crudo.

Nata nel 1992 ad Alessandria, laureata nel 2016 in Comunicazione, studio Informazione ed Editoria a Genova. Scrivo di cucina e mi occupo di scrittura per il web, creazione di contenuti SEO friendly e fotografia di cibo e still life.



19 thoughts on “Riflessione di una food-blogger accanita”

  • Condivido appieno ogni singola parola? effettivamente è così! Diventa uno stress? infatti nn tutti i miei post sono come li avrei voluti, proprio perché mi stufo prima e non amo le pietanze fredde…. così mio marito deve sbrigarsi, perché io voglio assaporare “quanto prima” finché è caldo caldo? ….nnaggia sta passione, che fatica! Sogni d’oro☆☆☆

    • Marilena! Aspettavo proprio un tuo commento! Ahahah, anche io spesso non sono soddisfatta del mio lavoro finale, ma già tu sei sicuramente ad un livello superiore del mio! Io per quanto mi ci metta d’impegno non riesco mai a rendere il piatto bello in pochi scatti, poi sono una perfezionista per cui ci impiego troppo tempo! Mannaggia!

  • Condivido pienamente il tuo pensiero. Abbiamo a che fare purtroppo con un mondo che vive di apparenza. Ma quello che mi chiedo è come potrebbe essere diverso, non avendo la possibilità di gustare effettivamente ció che prepariamo, se non con gli occhi? Certo, non è sempre piacevole dover mangiare piatti freddi, se si è stati un’ora a fare foto e a trovare fiori e nastrini per abbellirle. Ma come possiamo trasmettere al meglio se non con l’immagine? Proprio mentre scrivo mi rendo conto che quello che facciamo è un controsenso: proponiamo ricette senza aver la possibilità poi di farle gustare. L’unica speranza, a questo punto, è che siano lo spunto per un’eventuale lettore per essere invogliati a cimentarsi a loro volta.
    Comunque una cosa è certa: l’esasperazione non è mai un bene e il divertimento nel fare tutto quello che richiede un blog di cucina deve divertire. Fino a che c’è la soddisfazione e il piacere, va tutto bene. Per me,per il momento, è divertimento puro. Quando inizierà a non esserlo più, mi porrò delle domande 🙂
    Grazie mille per lo spunto di conversazione.
    A presto!

    • Carissima,
      come ho sempre detto a molti conoscenti, la cucina per noi appassionati non è solo un dovere di cuoca che fa il suo lavoro per altri, ma è un piacere e un’arte. Noi non cuciniamo solo per chi assaggerà il nostro piatto, ma anche per noi stesse. Ci soddisfa un sacco rendere un piatto che abbiamo nella testa, realtà! Bello, profumato, invitante. La nostra arte si trasmette poi anche nella fotografia e siamo noi a voler rendere il più possibile questa nostra creazione sublime anche agli occhi degli altri. Per noi rimane bella già così! Però siamo pignole e così continuiamo imperterrite a modificare, girare, aggiungere, ridurre.. uno chef questo non potrebbe mai farlo, altrimenti il cliente se ne va dopo un’ora che aspetta 😀 Per cui finché questo lavoro si fa solo per noi e lo si fa divertendosi, ben venga! Ma senza esagerare, altrimenti diventa uno stress da food blogger compulsiva!! 😉

  • Quanto hai ragione! viva la faccia! finalmente qualcuno che lo dice!!! io amo cucinare il pesce e devo dire che sono molto brava perché ho una notevole esperienza in tal senso…..ma sai quante ricette non ho pubblicato perché non le so fotografare come tanti altri che magari mettono delle ricette che nessuno cucinerà mai ma sono talmente belle le foto che non ti accorgi nemmeno di cosa c’è nel piatto!!!! BUON weekend!
    Simi

    • Ammetto che avevo un po’ di timore a pubblicare questa mia riflessione, però vedo che in diverse siete d’accordo con me per cui… menomale che non sono l’unica ad avere di sti problemi 😀

    • Basta saper usare la macchina digitale, poi le scarichi e via. Anche nel mio blog di ricette mancano le immagini, ma ho intenzione di inserirle prima o poi.

      • Non è solo questione di macchina fotografica digitale! Ci vuole una tecnica d’artista per poter inquadrare il nostro piatto mostrando tutta la sua bellezza! Ci vuole la luce giusta, il GIOCO di luci giusto! Uno sfondo particolare, che riprenda gli ingredienti del piatto o sia asettico, pulito, senza cose che distraggano l’occhio! Questo vuol dire essere foodblogger e foodphotographer 🙂

  • Alla fine l’importante è divertirsi e voler condividere le proprie esperienze con chi ha i nostri stessi interessi. Per me ad esempio cucinare vuol dire rilassarsi e staccare dal lavoro. In ogni caso un bel piatto di tortellini Rana ha sempre il suo valore 🙂

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